FIRMA DIGITALE

La tradizionale firma apposta su carta ha il suo equivalente informatico nella firma digitale che ha la funzione di attestare la validità, la veridicità e la paternità di un documento, come una lettera, un atto, un messaggio o, in generale, qualunque file di dati (testo, immagini, musica, ecc.). Essa non va confusa con altri oggetti omofoni definiti genericamente "elettronici", come ad esempio la firma autografa scannerizzata e conservata come immagine.

La firma digitale è infatti il risultato di una procedura informatica basata su un sistema di codifica crittografica a chiavi asimmetriche (una pubblica e una privata)che permette di trasformare un messaggio leggibile da tutti in forma illegibile per chi non possiede una chiave di decifrazione. Essa aasolve le funzioni di:

La firma digitale può essere apposta su qualunque documento informatico. Alcuni esempi di applicazione potrebbero essere i seguenti:

Dal punto di vista operativo, l'utente deve avere un dispositivo di firma sicuro, rilasciato da un Ente Certificatore. Si tratta di una smart card, ovvero una carta a microprocessore personalizzata e dotata di codice segreto. Utilizzando la sua carta, attraverso gli appositi strumenti hardware e software, l'utente è in grado di apporre la propria firma digitale su un qualsiasi documento informatico. La firma risulterà indissolubilmente legata da un lato al soggetto sottoscrittore e dall'altro al testo sottoscritto.
Il destinatario del documento, mediante il proprio sistema informatico, ha la possibilità di verificare l'identità del sottoscrittore, l'integrità del documento e la data e ora della sua generazione.

I presupposti giuridici che rendono possibili transazioni legali fatte grazie a queste tecnologie, si fondano soprattutto sull'articolo 15 comma 2 della legge 15 marzo 1997 n° 59, la cosiddetta "Bassanini 1", che recita:

Il relativo regolamento di attuazione ( DPR n. 513/97 ), che parla esplicitamente di firma digitale, e di autorità di certificazione, peraltro già completato da alcuni mesi, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 13  marzo 1998.
Sono state pubblicate, inoltre, da parte dell'AIPA, le regole tecniche che definiscono con precisione gli standard tecnologici da adottare (DPCM 8 febbraio 1999).

 

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